Humble+ ti spiega tutto quello che c’è da sapere sul collagene nativo di tipo II non denaturato e ti aiuta a comprenderne le caratteristiche specifiche.
Potremmo mettere due integratori di collagene uno accanto all’altro e scoprire che sono molto diversi! Da una parte, un misurino con dieci grammi di polvere da versare nel caffè; dall’altra, una minuscola capsula da quaranta milligrammi, con una quantità di prodotto duecentocinquanta volte inferiore. Entrambi riportano la parola collagene sull’etichetta. Eppure funzionano in modi opposti. Quella piccola capsula contiene collagene nativo di tipo II, una categoria a sé. Ma allora, che cos’è il collagene nativo di tipo II non denaturato? Facciamo chiarezza.
Questo articolo in breve
Il collagene nativo di tipo II mantiene intatta la sua struttura originaria, a differenza del collagene idrolizzato, scomposto in peptidi.
Si utilizza in dosi molto piccole, nell’ordine di quaranta milligrammi al giorno.
Il suo presunto meccanismo passa attraverso il sistema immunitario dell’intestino: un’ipotesi ancora allo studio.
Che cos’è il collagene nativo di tipo II?
Il tipo II è il collagene della cartilagine. Ne forma la trama, quella rete di fibre che attutisce gli urti tra le ossa. Si estrae più spesso dallo sterno del pollo, ricco di cartilagine, e viene poi trattato con cura per non danneggiarlo. È proprio questa la sua particolarità. Un collagene convenzionale subisce una trasformazione che lo spezza in frammenti. Il collagene nativo di tipo II, invece, arriva nella capsula conservando la propria forma originaria: la celebre tripla elica avvolta su se stessa.
Che cosa significano «nativo» e «non denaturato»?
Denaturare una proteina significa alterarne la forma. Scalda un albume: da trasparente diventa bianco, da liquido solido. La composizione dell’albume non è cambiata, ma il calore ne ha alterato la struttura. Lo hai appena denaturato. Il collagene nativo evita questa sorte. I produttori lo lavorano a bassa temperatura con processi delicati, affinché la tripla elica rimanga avvolta esattamente come nella cartilagine d’origine. «Nativo» e «non denaturato» indicano la stessa cosa: un collagene che ha conservato la propria forma naturale.
Collagene nativo e collagene idrolizzato: qual è la differenza?
Ora che sai che cos’è il collagene nativo di tipo II, ti starai chiedendo quale sia la differenza rispetto al collagene idrolizzato. In realtà, sono diversi sotto ogni aspetto, a cominciare dalla produzione. L’idrolisi immerge il collagene in un bagno di enzimi che lo scompongono in piccoli peptidi. Il collagene nativo conserva la propria struttura integra. Da un lato abbiamo quindi frammenti corti e solubili, dall’altro una grande molecola rimasta intatta.
Il collagene idrolizzato mira a fornire all’organismo gli amminoacidi del collagene, che il corpo potrà poi utilizzare secondo le proprie necessità. Il collagene nativo, senza essere scomposto, fungerebbe invece da messaggio riconosciuto dal corpo. Ecco perché le dosi sono così diverse. Mentre quello idrolizzato si assume a cucchiaiate da cinque a dieci grammi, per quello nativo bastano poche decine di milligrammi. Attenzione, però: attualmente il collagene nativo non ha benefici riconosciuti per le articolazioni più di quanto non ne abbia il collagene idrolizzato.
Come agirebbe il collagene di tipo II non denaturato?
Qui occorre prudenza, e il condizionale è d’obbligo. Il meccanismo ipotizzato si chiama tolleranza orale e coinvolge l’intestino. Secondo l’ipotesi dei ricercatori, piccole quantità di collagene di tipo II intatto attraverserebbero l’intestino senza essere digerite ed entrerebbero in contatto con i tessuti immunitari lì concentrati. Questo contatto, in un certo senso, istruirebbe il sistema immunitario riguardo al collagene di tipo II presente nel corpo.
Questa ipotesi spiega anche la dose minuscola di collagene nativo assunta, poiché un segnale immunitario non richiede grandi quantità. Ma l’intero meccanismo resta un’ipotesi di lavoro, sostenuta dalla ricerca ma non confermata da un’indicazione ufficiale.
Quali sono i possibili benefici del collagene nativo di tipo II?
Esiste però un quadro normativo che stabilisce quali affermazioni si possono fare al riguardo. In Europa, il collagene nativo di tipo II non dispone di alcuna indicazione sulla salute riconosciuta per le articolazioni, così come il collagene idrolizzato, la glucosamina e la condroitina. Le ricerche aprono nuove prospettive, ma non hanno ancora raggiunto il livello di prova richiesto per un riconoscimento ufficiale.
Quando assumere il collagene di tipo II: al mattino o alla sera?
Perché la molecola raggiunga l’intestino mantenendo intatta la sua struttura, deve evitare di essere coinvolta nei processi digestivi di un pasto. Si consiglia quindi di assumere il collagene nativo di tipo II a stomaco vuoto, lontano dai pasti. Due momenti si prestano bene a questa esigenza:
Al mattino, appena svegli, prima di colazione, quando lo stomaco è vuoto e la via è libera.
Oppure la sera, prima di coricarsi, diverse ore dopo cena, quando anche lo stomaco si è svuotato.
Collagene nativo o idrolizzato: quale scegliere e per cosa?
Se il tuo obiettivo riguarda la pelle, il collagene idrolizzatoregna incontrastato, in particolare quello marino, ricco di tipo I e supportato da studi clinici che misurano elasticità, luminosità e aspetto delle rughe. Per le articolazioni, nessuna forma può vantare benefici articolari riconosciuti in Europa.
Noi di Humble+ abbiamo scelto il collagene marino idrolizzato, orientato alla pelle e affiancato da vitamina C, curcuma, acido ialuronico e rame quando si punta al benessere articolare.
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No. In Europa non è riconosciuta alcuna indicazione sulla salute di questo tipo. Il collagene nativo di tipo II è oggetto di ricerca, ma a oggi non è riconosciuto alcun beneficio per le articolazioni. In caso di dolori articolari, si consiglia di consultare un professionista sanitario.
Il collagene idrolizzato è maggiormente studiato per gli obiettivi legati alla pelle, in particolare il collagene marino di tipo I. Il collagene nativo di tipo II è associato principalmente alla cartilagine e la sua utilità per la pelle non è stata accertata.
L’assunzione a digiuno è spesso consigliata per il collagene nativo di tipo II, per limitarne l’interazione con le proteine assunte durante un pasto. Il mattino al risveglio o la sera prima di coricarsi possono quindi essere momenti adatti, rispettando le indicazioni del produttore.
Il collagene nativo di tipo II proviene più spesso dalla cartilagine dello sterno di pollo. In genere viene trattato a bassa temperatura per preservare il più possibile la struttura nativa della molecola.
Co-fondatore di Humble+
Sébastien Perez
Dal 2019, il mio obiettivo è spingere sempre più in là i confini dell’"invecchiare bene". Come co-fondatore di Humble+, tengo particolarmente a selezionare le fonti degli ingredienti e a sviluppare le soluzioni di nutrizione funzionale più innovative sul mercato