In questo articolo Humble+ approfondisce che cos’è la colina, cosa si cela dietro questo nome e quali sono i suoi benefici.
La colina è uno di quei nutrienti di cui si parla poco, pur essendo essenziale per il buon funzionamento dell’organismo. Meno conosciuta delle vitamine più comuni, svolge tuttavia ruoli importanti riconosciuti dalle autorità sanitarie europee. Ma, in concreto, che cos’è la colina, da dove proviene e quali sono i suoi benefici? In questo nuovo articolo rispondiamo a tutte queste domande!
L’articolo in breve
La colina è un nutriente essenziale simile alle vitamine che l’organismo non produce in quantità sufficiente.
La colina, quando è presente in quantità sufficiente, può contribuire al normale metabolismo dell’omocisteina, al normale metabolismo dei lipidi e al mantenimento della normale funzione epatica.
Si trova soprattutto nelle uova, nel fegato, nella carne, nel pesce e in alcuni alimenti vegetali.
Che cos’è la colina?
La colina è un nutriente essenziale, spesso associato alle vitamine del gruppo B, anche se non è propriamente una vitamina. Talvolta viene definita un composto «vitaminico». È idrosolubile, cioè solubile in acqua, come le vitamine B e C.
La colina è un componente dei fosfolipidi, le molecole che formano le membrane delle nostre cellule. È quindi, letteralmente, un materiale da costruzione cellulare. Interviene anche nel metabolismo dei grassi e in altre importanti reazioni dell’organismo. Rimasta a lungo nell’ombra, è stata ufficialmente riconosciuta come nutriente essenziale dalle autorità scientifiche, che hanno stabilito valori di riferimento per l’assunzione nella popolazione. Questo ne dimostra l’importanza, anche se è ancora poco conosciuta dal grande pubblico.
Da dove proviene la colina?
La colina ha una caratteristica interessante: l’organismo riesce a produrne una parte, ma non abbastanza. Il vostro organismo ne produce una certa quantità, principalmente nel fegato. Tuttavia, questa produzione interna non basta a soddisfare il fabbisogno. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha infatti confermato che la colina è un nutriente essenziale, che deve essere apportato in gran parte dall’alimentazione.
È per questo che rientra tra i nutrienti essenziali: essenziali non perché l’organismo non li produca affatto, ma perché non riesce a produrne abbastanza da solo. L’alimentazione deve quindi integrarne l’apporto.
In primo luogo, la colina contribuisce al normale metabolismo dei lipidi, cioè alla corretta elaborazione dei grassi da parte dell’organismo. In secondo luogo, contribuisce al mantenimento della normale funzione epatica: il fegato è infatti un organo in cui la colina svolge un ruolo nella gestione dei grassi. In terzo luogo, contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina, una molecola i cui livelli devono rimanere equilibrati nell’organismo.
In quali alimenti si trova la colina?
La buona notizia è che la colina è presente in molti alimenti comuni. Le fonti più ricche sono di origine animale. L’uovo, in particolare il tuorlo, è una delle fonti migliori. Ne sono molto ricchi anche il fegato e le frattaglie, così come la carne e il pesce. Si trova anche negli alimenti vegetali, ma in quantità più modeste. La soia e i suoi derivati, i legumi, le verdure della famiglia dei cavoli come i broccoli e la frutta secca e i semi oleosi ne apportano. Un’alimentazione varia, che includa proteine animali o, per chi segue una dieta vegetale, fonti come la soia e i legumi, permette generalmente di coprire buona parte del fabbisogno. Chi consuma poche uova e pochi prodotti di origine animale deve prestare un po’ più attenzione al proprio apporto, perché le fonti vegetali sono meno concentrate.
Perché è importante?
La colina è importante perché interviene in funzioni fondamentali dell’organismo. Come componente delle membrane cellulari, partecipa alla struttura stessa delle nostre cellule. Grazie al suo ruolo nel metabolismo dei grassi, contribuisce al buon funzionamento del fegato, un organo centrale nella gestione dei lipidi. E attraverso la sua azione sull’omocisteina, partecipa al mantenimento di un equilibrio riconosciuto come importante.
La sua importanza è ancora più evidente perché l’apporto non è sempre sufficiente. Le autorità hanno sottolineato che l’alimentazione moderna non fornisce sempre abbastanza colina, in particolare a chi consuma poche delle sue principali fonti. Prestare attenzione al proprio apporto di colina attraverso un’alimentazione adeguata fa quindi parte di una buona igiene alimentare.
Perché abbiamo scelto di includerla nella formula Multi-Nutrienti Vitalità™?
Abbiamo inserito la colina nella nostra formula Multi-Nutrienti Vitalità™ proprio perché unisce due qualità rare: un ruolo essenziale nell’organismo e benefici ufficialmente riconosciuti. Nella formula, la colina completa le altre vitamine e i minerali.
Nel complesso, questa formula si assume con un cucchiaio al giorno per sostenere la vostra energia, le vostre difese immunitarie e il vostro equilibrio quotidiano.
La colina è un nutriente essenziale troppo spesso poco conosciuto, eppure prezioso. L’organismo ne produce una parte, ma non abbastanza: l’alimentazione è quindi indispensabile per soddisfare il fabbisogno. Contribuisce al normale metabolismo dei lipidi, al mantenimento della normale funzione epatica e al normale metabolismo dell’omocisteina.
Fonti
Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), gruppo di esperti NDA. Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to choline (ID 3186, 1501, 3090, 1502, 1503). EFSA Journal 2011;9(4):2056. DOI: 10.2903/j.efsa.2011.2056.
Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari.
Domande frequenti
La colina contribuisce al normale metabolismo dei lipidi, al mantenimento della normale funzione epatica e al normale metabolismo dell’omocisteina.
Sì, in parte, principalmente nel fegato. Ma questa produzione non è sufficiente e l’alimentazione deve integrare l’apporto.
Soprattutto nelle uova, nel fegato, nella carne e nel pesce. In quantità più modeste, anche nella soia, nei legumi, nelle verdure della famiglia dei cavoli e nella frutta secca e nei semi oleosi.
Chi consuma poche uova e pochi prodotti di origine animale, come nel caso di alcune diete vegetali, deve prestare più attenzione al proprio apporto, perché le fonti vegetali sono meno concentrate.
Co-fondatore di Humble+
Sébastien Perez
Dal 2019, il mio obiettivo è spingere sempre più in là i confini dell’"invecchiare bene". Come co-fondatore di Humble+, tengo particolarmente a selezionare le fonti degli ingredienti e a sviluppare le soluzioni di nutrizione funzionale più innovative sul mercato