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Tipi di collagene: capire la differenza tra tipo 1 e tipo 2

Types de collagène : comprendre la différence entre Type 1 et Type 2

«Tipo 1 per la pelle», «tipo 2 per le articolazioni»… Si sentono spesso queste affermazioni sul collagene e, presentate così, si potrebbe pensare che sia tutto così semplice. Ma la realtà è molto più sfumata! Infatti, anche se i tipi di collagene svolgono funzioni diverse, vi invitiamo a valutare con cautela alcune affermazioni di marketing che possono trarre in inganno. Per aiutarvi a capire meglio i tipi di collagene e le differenze tra tipo 1 e tipo 2, facciamo il punto in questo articolo.

 

L’articolo in breve

  •  Il collagene non è una singola molecola, ma una famiglia di oltre ventotto proteine, tra cui predominano tre tipi: 1, 2 e 3.
  • Il tipo 1 interessa la pelle, le ossa e i tendini; il tipo 2 è il collagene caratteristico della cartilagine.
  •  Una volta idrolizzato e digerito, il collagene perde ogni caratteristica distintiva del tipo: il corpo lo scompone in peptidi e amminoacidi, che riutilizza secondo le proprie esigenze.
  • Ciò che conta davvero, quindi, non è il «tipo» indicato, ma la qualità dell’idrolisi, il peso molecolare, gli studi clinici e la tracciabilità.

 

Che cos’è il collagene di tipo 1?

Prima di mettere a confronto i tipi, vorremmo ricordarvi che il collagene non è una sostanza unica. È una vasta famiglia di proteine, di cui oggi si conoscono oltre ventotto membri. Naturalmente, come forse già sapete, tre tipi concentrano la maggior parte dell’interesse.

Il collagene di tipo 1 è di gran lunga il più abbondante nel nostro corpo. Da solo rappresenta la grande maggioranza del collagene totale e si trova nella pelle, nelle ossa, nei tendini e nei legamenti. Conferisce ai tessuti resistenza, compattezza e solidità. È quello che dà sostegno alla pelle, robustezza ai tendini e contribuisce alla struttura organica delle ossa.

È anche il tipo presente nella maggior parte degli integratori alimentari, qualunque sia la loro origine. Il collagene marino, ricavato dalla pelle e dalle squame dei pesci, è molto ricco di tipo 1. Lo stesso vale per il collagene bovino, estratto dalla pelle e dalle ossa dei bovini, e per il collagene suino. In sostanza, quando un prodotto vanta il proprio «tipo 1», descrive soprattutto la natura della materia prima, non un bersaglio preciso nel vostro organismo.

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Che cos’è il collagene di tipo 2?

Il collagene di tipo 2 è di natura diversa. È il collagene caratteristico della cartilagine e dei dischi intervertebrali, strutture che ammortizzano gli urti e conferiscono flessibilità alle articolazioni. Se il tipo 1 richiama la resistenza, il tipo 2 richiama l’elasticità e l’ammortizzazione.

Anche le sue fonti sono diverse. Il tipo 2 proviene generalmente dalla cartilagine, che può essere di origine avicola, come lo sterno di pollo. Il tipo 2 si presenta in due forme molto diverse. La prima è il collagene di tipo 2 idrolizzato, scomposto in peptidi come gli altri collageni. La seconda è il collagene di tipo 2 non denaturato, indicato con la sigla UC-II, che non è idrolizzato e si basa su un meccanismo d’azione proposto del tutto distinto, legato alla tolleranza immunitaria.

 

Le differenze tra i tipi di collagene

Ecco come si distribuiscono i tre principali tipi di collagene, quelli che incontrerete più spesso:

Tipo

Localizzazione principale

Ruolo

Fonti comuni

Tipo 1

Pelle, ossa, tendini, legamenti

Struttura e resistenza

Pesce (marino), bovino, suino

Tipo 2

Cartilagine, dischi intervertebrali

Elasticità e ammortizzazione

Cartilagine, spesso di origine avicola

Tipo 3

Pareti vascolari, muscoli, pelle

Flessibilità, struttura sottile, si affianca al tipo 1

Bovino, suino

 

Questa tabella descrive dove si trova naturalmente ogni tipo nel corpo. È corretta dal punto di vista anatomico. Ma attenzione: il fatto che i tipi di collagene siano distribuiti così nel nostro corpo non significa che assumerne uno permetta di agire su un tessuto specifico.

Come produce il collagene il corpo?

Per capire perché la logica dei tipi è fuorviante, bisogna prima sapere come il vostro corpo produce il proprio collagene. Perché lo produce continuamente da zero.

Questa produzione è affidata a cellule specializzate. I fibroblasti, presenti nella pelle e nei tendini, producono i tipi 1 e 3. I condrociti, presenti nella cartilagine, producono il tipo 2. Ognuna di queste cellule costruisce il collagene di cui il proprio tessuto ha bisogno a partire da amminoacidi specifici, in particolare glicina, prolina e idrossiprolina.

Questa sintesi non avviene da sola. Richiede cofattori indispensabili, primo fra tutti la vitamina C, senza la quale l’organismo semplicemente non può produrre collagene dalla struttura corretta. Intervengono anche lo zinco e il rame. Ricordate soprattutto questo: sono le vostre cellule a decidere quale tipo di collagene produrre in base alle esigenze del tessuto interessato, non un qualsiasi «tipo» che avete ingerito.

 

Che cosa succede al collagene che assumete?

Quando assumete collagene idrolizzato, questo non arriva intatto alla pelle o alle articolazioni. Viene prima assorbito sotto forma di peptidi, piccoli frammenti che non conservano più alcuna struttura di tipo 1, 2 o 3.

Ricard-Blum, in una rassegna di riferimento pubblicata nel 2011 su Cold Spring Harbor Perspectives in Biology, ricorda che i peptidi di collagene ingeriti vengono scomposti in amminoacidi, poi utilizzati nei processi di sintesi dell’organismo, indipendentemente dal tipo assunto inizialmente. In altre parole, il vostro organismo non copia il collagene che mangiate: lo scompone e poi costruisce il proprio.

Gli studi di Iwai e del suo gruppo, pubblicati nel 2005 sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, vanno nella stessa direzione. Dopo l’assunzione, nel sangue si ritrovano peptidi come glicina-prolina-idrossiprolina, ma senza alcuna traccia del tipo di origine. Questi peptidi circolano quindi come substrati e, secondo alcune ipotesi ancora allo studio, come segnali che potrebbero stimolare le cellule a produrre collagene. Il modo in cui il corpo li utilizza dipende dal corpo stesso, non dall’etichetta del barattolo.

 

Attenzione al marketing: perché l’idea «tipo 1 = pelle, tipo 2 = articolazioni» è fuorviante

Ormai iniziate a capirlo: esistono davvero diversi tipi di collagene. E ora conoscete le differenze tra questi tipi. Ma assumere un tipo specifico non significa rafforzare quello stesso collagene nel vostro corpo. Ecco perché:

 

1. L’idrolisi cancella ogni distinzione di tipo

L’idrolisi, il processo che rende il collagene assimilabile, consiste nello scomporre la proteina in piccoli frammenti. Dopo questo processo rimangono soltanto peptidi e amminoacidi, senza alcuna struttura identificabile di tipo 1, 2 o 3. Vendere un collagene idrolizzato promettendo che, grazie al suo tipo, agisca su un tessuto specifico significa quindi puntare su una distinzione scomparsa durante la produzione. L’unica eccezione degna di nota è il collagene di tipo 2 non denaturato citato sopra, che non è idrolizzato e quindi non rientra in questo ragionamento.

2. Il corpo decide da sé quale tipo produrre

Come abbiamo visto, sono i fibroblasti e i condrociti a produrre il collagene, ciascuno secondo le esigenze del proprio tessuto. Il corpo non utilizza direttamente un tipo assunto per depositarlo così com’è nella pelle o nella cartilagine. Attinge agli amminoacidi disponibili per costruire il collagene adatto.

3. Gli studi rigorosi non parlano di «tipo»

Guardate la letteratura scientifica rigorosa: non valuta i «tipi», ma peptidi specifici, il loro assorbimento e i loro effetti misurati sulla pelle, sui tendini o sulla cartilagine. La nozione di tipo è un argomento di vendita, non un criterio di ricerca.

Cosa sapere sui tipi di collagene

Se il tipo di collagene conta meno di quanto si sostiene, su cosa basare la scelta? Su criteri concreti, misurabili e molto più indicativi della qualità reale di un collagene.

Il primo criterio è la qualità dell’idrolisi enzimatica, che determina l’assorbimento intestinale dei peptidi. Il secondo è il peso molecolare: più piccoli sono i frammenti, migliore è generalmente la biodisponibilità. Il terzo, forse il più importante, è la presenza di studi clinici sull’uomo, gli unici in grado di dimostrare effetti reali sulla pelle, sui tendini o sulle articolazioni. Il quarto è la tracciabilità, che garantisce la qualità e la sicurezza della materia prima.

Al contrario, un prodotto che mette in evidenza il proprio «tipo» senza dire nulla sul peso molecolare, sul processo di idrolisi o sulle prove cliniche punta più sull’apparenza che sulla sostanza. Il tipo è facile da indicare. La qualità, invece, va dimostrata.

 

La scelta di Humble+

Noi di Humble+ abbiamo fatto una scelta coerente con quanto detto finora: non vendervi un «tipo», ma una qualità dimostrabile. Il nostro collagene marino è idrolizzato e ha un basso peso molecolare, per un assorbimento ottimale. La sua origine è controllata: proviene da pesci di allevamenti certificati, è prodotto in Francia e offre una tracciabilità completa della materia prima. Soprattutto, è supportato da 7 studi clinici, perché crediamo che le prove valgano più delle promesse.

Non vendiamo un’etichetta rassicurante, ma risultati misurati, per aiutare il vostro corpo a produrre naturalmente il collagene di cui ha bisogno. Guardate gli studi, non gli slogan. Secondo noi, è l’unico modo giusto per scegliere il vostro collagene. 

Domande frequenti

Dal punto di vista anatomico, il collagene di tipo 1 si trova principalmente nella pelle, nelle ossa e nei tendini, mentre il tipo 2 costituisce soprattutto la cartilagine. Una volta idrolizzato e digerito, questa distinzione si attenua: l’organismo scompone il collagene in peptidi e amminoacidi, che riutilizza secondo le proprie esigenze.

Non necessariamente, almeno non per il motivo spesso indicato. Il tipo 1 è effettivamente il collagene predominante nella pelle, ma un integratore idrolizzato di tipo 1 non arriva intatto nei tessuti cutanei. La sua utilità dipende in particolare dalla qualità dell’idrolisi, dal peso molecolare e dalle evidenze cliniche disponibili, più che dalla sola indicazione del tipo.

A oggi sono stati identificati oltre ventotto tipi di collagene. Tra questi, tre hanno un ruolo particolarmente importante nel corpo umano e sono anche quelli più spesso citati per gli integratori alimentari: i tipi 1, 2 e 3.

È preferibile valutare diversi criteri anziché basarsi solo sul tipo indicato: un collagene idrolizzato a basso peso molecolare, supportato da studi clinici sull’uomo, con una chiara tracciabilità della materia prima e senza additivi superflui.