A vent’anni ci sentiamo già ripetere che bisogna anticipare, prevenire, giocare d’anticipo prima che il tempo faccia il suo corso. E sapete bene quanto si parli di collagene negli ultimi anni! Sui social come sugli scaffali, è dappertutto. Ma è giustificato assumere collagene a 20 anni? A un’età in cui la pelle è al massimo della forma, un’integrazione serve davvero a qualcosa? In questo articolo abbiamo scelto di rispondervi con franchezza!
L’articolo in breve
- Il collagene è la proteina strutturale del corpo e, a 20 anni, l’organismo ne produce ancora in abbondanza.
- Il calo naturale inizia solo intorno ai 25 anni, perciò prima di quest’età l’integrazione è generalmente superflua.
- A 20 anni, la vera priorità non è assumere integratori, ma proteggere le proprie riserve di collagene attraverso lo stile di vita.
- In alcune situazioni particolari, tuttavia, può valere la pena prenderlo in considerazione.
Che cos’è esattamente il collagene?
Partiamo dalle basi. Il collagene è la proteina più abbondante nel nostro corpo. È l’impalcatura dei nostri tessuti: dona compattezza ed elasticità alla pelle, solidità alle ossa, resistenza ai tendini e flessibilità alle cartilagini. Senza di lui, nulla resterebbe davvero al suo posto.
Ne esistono diversi tipi, ma tre sono i principali. Il tipo I si trova nella pelle, nelle ossa e nei tendini. Il tipo III lo affianca nella pelle. Il tipo II, invece, si concentra nelle cartilagini. Il nostro organismo produce continuamente il proprio collagene, purché disponga dei materiali necessari, in particolare degli amminoacidi forniti dalle proteine e della vitamina C, indispensabile per la sua sintesi.
A vent’anni, questo meccanismo lavora a pieno regime. Il corpo produce collagene in abbondanza, lo rinnova efficacemente e la pelle ne trae beneficio: recupera rapidamente elasticità, mantiene la sua densità e ritrova il suo aspetto senza sforzo dopo una notte troppo corta.
A che età inizia a diminuire la produzione di collagene?
La svolta arriva intorno ai 25 anni. È più o meno a quest’età che la bilancia si inverte: il corpo comincia a degradare un po’ più collagene di quanto ne produca. Si stima che nei primi anni la perdita sia di circa l’1% all’anno, un ritmo così lento da restare del tutto invisibile.
In altre parole, prima di questa soglia non c’è alcuna carenza da compensare. La produzione naturale copre ampiamente il fabbisogno e le riserve di collagene restano intatte. Il calo diventa percepibile solo molto più tardi, generalmente intorno ai trent’anni, quando la pelle impiega un po’ più di tempo a ritrovare la sua compattezza e compaiono le prime rughette.
Ora avete le idee più chiare sull’integrazione di collagene a 20 anni? Allora è il momento di rispondere con franchezza.
Bisogna assumere collagene a 20 anni?
Per la maggior parte dei ventenni non è una necessità
A questo punto della lettura lo avrete capito: per la grande maggioranza delle persone di quest’età, un ciclo di collagene apporta ben poco, perché il naturale calo della produzione di collagene non è ancora iniziato. Aggiungere collagene a un organismo che non ne è carente non ha molto senso. Naturalmente, si può prendere in considerazione a scopo preventivo, per giocare d’anticipo. Va detto che, anche se non è particolarmente utile, non è pericoloso: il collagene è generalmente ben tollerato.

















