Scoprite le informazioni importanti sulla Rhodiola rosea in questo nuovo articolo: le sue origini, il suo uso tradizionale e i suoi possibili benefici.
La Rhodiola rosea è diventata una star degli integratori, sulla scia della moda degli «adattogeni». Si sente quindi spesso parlare dei suoi possibili benefici contro lo stress o la stanchezza. Ma che cosa sappiamo davvero? Tra antica tradizione e ricerca scientifica, a che punto siamo con la Rhodiola rosea? Facciamo il punto in questo articolo.
L’articolo in breve
La Rhodiola rosea è una pianta di montagna tradizionalmente usata contro la stanchezza e lo stress.
Come integratore alimentare, non presenta indicazioni sulla salute comprovate relative ai suoi benefici
L’Agenzia europea per i medicinali ne riconosce l’uso tradizionale per il sollievo temporaneo dei sintomi dello stress.
Esistono studi clinici, ma restano limitati e contraddittori.
Che cos’è la Rhodiola rosea?
La Rhodiola rosea è una pianta che cresce in alta quota e nelle fredde regioni del nord, come la Scandinavia, la Siberia o le montagne asiatiche. È chiamata anche orpino roseo o radice artica. La radice e il rizoma, ossia il fusto sotterraneo, sono utilizzati da molto tempo. La pianta contiene diversi composti attivi, tra cui i principali sono le rosavine e il salidroside. Sono questi i composti presenti negli estratti di rodiola. Viene spesso classificata tra le piante dette «adattogene», un termine che indica le piante tradizionalmente associate alla capacità dell’organismo di adattarsi allo stress e alla stanchezza.
Cosa sapere sulla Rhodiola rosea
Al momento, per la rodiola come integratore alimentare non è ufficialmente autorizzata alcuna indicazione sulla salute. Questo non significa che la Rhodiola rosea sia priva di interesse, ma che i suoi benefici non possono essere presentati come dimostrati e riconosciuti ai sensi della normativa. Il termine «adattogeno» stesso, pur essendo spesso messo in evidenza, non è un’indicazione ufficiale. Designa soltanto una categoria tradizionale.
La rodiola ha una lunga storia d’uso, e questo è il suo principale punto di forza documentato. Nelle medicine tradizionali scandinave veniva impiegata per aiutare a sopportare la stanchezza, il freddo e i periodi impegnativi. I lavoratori e le popolazioni delle regioni fredde la usavano per sostenere lo sforzo.
L’Agenzia europea per i medicinali ha concluso che, sulla base dell’uso di lunga data, la radice di rodiola può essere utilizzata per il sollievo temporaneo dei sintomi dello stress, come la stanchezza e la sensazione di debolezza. Attenzione, però: si tratta di una conclusione basata sull’uso tradizionale della pianta e non su solide prove cliniche. Come si può immaginare, un riconoscimento fondato sulla tradizione non equivale a un’efficacia scientificamente dimostrata.
La Rhodiola rosea ha dei benefici?
Sono stati condotti studi clinici sulla rodiola, in particolare sulla stanchezza e sulle prestazioni mentali. Ma i risultati sono tutt’altro che conclusivi. Una revisione sistematica del 2012, che ha esaminato undici studi, ha concluso che alcuni dati suggeriscono un possibile interesse per le prestazioni fisiche e la stanchezza mentale, ma che i limiti metodologici impediscono una valutazione affidabile dell’efficacia.
La stessa autorità europea resta prudente. Esaminando piccoli studi clinici, ha rilevato un possibile effetto sul sollievo temporaneo dei sintomi dello stress, evidenziando però diversi limiti di questi lavori. In altre parole, la ricerca offre segnali incoraggianti, ma non prove definitive. Per ora gli studi sono spesso piccoli, di breve durata e utilizzano estratti diversi, il che rende difficili i confronti. Si può quindi parlare di «possibili» benefici, ancora oggetto di studio, non di benefici accertati.
Rhodiola rosea e stress: cosa bisogna sapere?
Lo stress è l’ambito in cui la rodiola viene maggiormente messa in evidenza, per la sua reputazione di adattogeno. La tradizione e il riconoscimento dell’EMA riguardano infatti il sollievo temporaneo dei sintomi dello stress, come la stanchezza e la sensazione di debolezza.
La rodiola, però, non è un trattamento per lo stress, l’ansia o la depressione. Qui si parla di un disagio passeggero, non di un disturbo medico. Uno stress persistente, un’ansia che pesa sulla vita quotidiana o un calo dell’umore duraturo richiedono l’intervento di un professionista sanitario, non l’assunzione di una pianta come integratore. La rodiola può rientrare in un percorso di benessere, purché non le si attribuiscano effetti che non può avere. In caso di terapia o dubbi, chiedete il parere di un professionista sanitario.
Perché abbiamo scelto di includerla in Multi-Nutrienti Vitalità™?
Abbiamo inserito la rodiola nella nostra formula Multi-Nutrienti Vitalità™ per la sua dimensione tradizionale, nell’ambito di un approccio più ampio alla vitalità.
Vi apporta la dimensione di pianta adattogena tradizionalmente associata alla resistenza alla stanchezza, completando così lo spirito della formula.
I benefici di Multi-Nutrienti Vitalità™ non dipendono dalla rodiola. Derivano dalle vitamine e dai minerali della formula, presenti in quantità sufficienti. La rodiola arricchisce semplicemente la formula con la sua tradizione d’uso.
La Rhodiola rosea è una pianta dalla storia ricca, con una lunga tradizione d’uso contro la stanchezza e lo stress. Questa tradizione è riconosciuta dall’Agenzia europea per i medicinali, ma soltanto sulla base dell’uso di lunga data, non di un’efficacia dimostrata. Gli studi esistono e in alcuni casi sono incoraggianti, ma sono troppo limitati per trarre conclusioni definitive. Restiamo quindi nell’ambito dei «possibili» benefici.
Fonti
Agenzia europea per i medicinali (EMA), Comitato per i medicinali di origine vegetale (HMPC). Monografia dell’Unione europea su Rhodiola rosea L., rhizoma et radix (EMA/HMPC/232091/2011, adottata nel 2012, revisionata nel 2024).
Ishaque S, Shamseer L, Bukutu C, Vohra S. Rhodiola rosea for physical and mental fatigue: a systematic review. BMC Complementary and Alternative Medicine. 2012;12:70. DOI: 10.1186/1472-6882-12-70.
Panossian A. e coll. Rosenroot (Rhodiola rosea): traditional use, chemical composition, pharmacology and clinical efficacy. Phytomedicine. 2010;17(7):481-493. DOI: 10.1016/j.phymed.2010.02.002.
Domande frequenti
L’uso tradizionale la associa alla stanchezza e alcuni studi suggeriscono un possibile interesse, ma al momento mancano prove solide. Si parla di possibili benefici, non di un’efficacia dimostrata.
No. La rodiola è tradizionalmente associata al sollievo temporaneo dei sintomi dello stress passeggero, ma non cura lo stress cronico, l’ansia né la depressione, che richiedono l’intervento di un professionista sanitario.
È così che viene tradizionalmente classificata, tra le piante associate all’adattamento allo stress. Va però ricordato che «adattogeno» è soltanto un termine tradizionale.
Sì. La rodiola è sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento e ai minori di 18 anni. In caso di terapia medica o dubbi, chiedete il parere di un professionista sanitario prima di assumerla.
I suoi principali composti attivi sono le rosavine e il salidroside, presenti nella radice e nel rizoma. Sono questi a essere concentrati negli estratti di rodiola.
Co-fondatore di Humble+
Sébastien Perez
Dal 2019, il mio obiettivo è spingere sempre più in là i confini dell’"invecchiare bene". Come co-fondatore di Humble+, tengo particolarmente a selezionare le fonti degli ingredienti e a sviluppare le soluzioni di nutrizione funzionale più innovative sul mercato